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Pharma Trade: l’evoluzione del canale farmacia passa anche da Pardgroup

Il leader mondiale nella distribuzione di prodotti per la salute e il benessere è sbarcato in Italia con tre nuovi punti vendita.

Tra i fornitori, Pardgroup ha supportato le nuove aperture con la realizzazione di planogrammi nel canale Farmacia a completamento dell’offerta dell’Azienda per il Trade.

I planogrammi sono uno strumento commerciale indispensabile: assegnare e ottimizzare il posizionamento dei prodotti a scaffale e delle categorie è fondamentale per il successo delle vendite in-store. Da qui l’importanza di affidarsi a un partner affidabile che ha già maturato questa expertise su altri mercati.

L’attività svolta per l’importante catena di farmacie fa parte di un pool di servizi Pardgroup, che vede una consulenza a 360° nel Trade, attività che comprende il supporto di specialisti di Business Intelligence  in grado di raccogliere  dati da punti e canali di vendita, analizzarli e aggregarli così da renderli significativi per il Cliente. Sulla loro base poi Pardgroup realizza planogrammi, li implementa sul punto vendita e, grazie alla Field Force distribuita sull’intero territorio, sviluppa anche le attività di merchandising.

 

Pardgroup si conferma così l’unico partner in grado di offrire una consulenza integrata ai propri Clienti, oggi anche nel canale Pharma.

Leggi anche Field Marketing: quali servizi offrire oggi?

Pardgroup, un’evoluzione di successo

“È la strada che abbiamo percorso che ci ha reso quello che siamo oggi”.  Pardgroup è solo una tappa di arrivo, anzi, una tappa intermedia di un percorso iniziato oltre 30 anni fa, nato dall’esperienza delle agenzie di rappresentanza di Luca Negroni da un lato e Francesco Santoni dall’altro.

Valori e obiettivi sono chiari ed è solo questione di tempo prima che le due realtà si fondano. Nel 2014 nasce Pardgroup Scarl, azienda multicanale di servizi integrati di Field Marketing evoluto. Dalle sedi di Roma e Bologna,  nel giro di tre anni Pardgroup apre Headquarter a Milano per poi diventare SpA, nel 2018, con diverse sedi in Europa (a oggi Lugano e Madrid) e oltre 200 dipendenti. Sempre più strutturata, l’azienda si avvale di nove divisioni: Retail Services, Field Marketing&Business Intelligence, in-Store promotion, Sales, Eventi, Logistica e Comunicazione. Tutte supportate dalle divisioni Risorse Umane e IT.

Con l’azienda, è cresciuta anche la sua Brand Identity. “Unconventional” è la parola chiave e lo stile è inconfondibile. I colori sono gli stessi del 2014 – il giallo affiancato a nero e grigio – e anche l’identità attenta e scattante, ispirata ai felini (da qui “PARD”) non perde occasione per sorprendere i Clienti. Lo stile lineare ed essenziale, è versatile a conferma dell’approccio user-friendly rivolto al Project Management che contraddistingue Pardgroup sul mercato.

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mistery shopper pardgroup

Mystery shopping: quando usarlo?

La qualità del servizio o prodotto proposto e l’attenzione alle esigenze del consumatore sono fattori discriminanti per le aziende interessate a fidelizzare i clienti in un mercato sempre più competitivo.

Da qui, l’importanza di usufruire di una attività di mystery shopping per un’azienda che da un lato consenta al Brand di soppesare le performance del personale coinvolto, dall’altro capire quanto le azioni della tua azienda siano allineate a desideri e necessità reali dei Clienti.

L’attività di mystery shopping proposta dalla Divisione In-Store Promotion di Pardgroup consente alla tua Azienda di capire il valore percepito del tuo Brand e dei tuoi prodotti proposti o servizi erogati attraverso un’analisi qualitativa dell’esperienza d’acquisto.

Ecco che un mystery shopping, formato e preparato, permette la valutazione della customer experience dei tuoi Clienti, fidelizzati e meno, attraverso il monitoraggio del comportamento dei dipendenti, la percezione della qualità dei prodotti, il loro posizionamento in negozio e l’attività di visual merchandising in-store, oltre alla soddisfazione complessiva del Cliente.

La valutazione della customer experience punta di fatti a comprendere le motivazioni dell’acquisto o dell’abbandono. Il mystery shopping può supportare anche le strategie di field marketing, grazie alla lettura del tuo Brand con gli occhi del cliente e ciò consentirà di trarne vantaggio sui successivi lanci e posizionamenti di prodotto sul mercato.

Quando usarlo quindi?

  • Per misurare la forza competitiva della tua azienda, come viene percepito il tuo Brand.
  • Valutare eventuali punti deboli, conoscerli e affrontarli.
  • Conoscere il cliente, valutare le sue necessità, desideri e opinioni.
  • Valutare come il team in-store (i tuoi primi clienti!) approcciano i consumatori.

Innovare i propri metodi e rinnovare la qualità dei prodotti e dei servizi erogati può non essere facile: ecco che l’attività di mystery shopping offre un reale vantaggio competitivo sul mercato.

Vuoi conoscere tutte le attività della Divisione In-Store Promotion di Pardgroup? Leggi anche le news  ‘Conosci la Divisione Promoter di Pardgroup?     ‘Promuovere un prodotto in-store?’

Mobile Seduction Customer Experience Pardgroup Retail

Mobile Seduction: la forza della consapevolezza di un Brand

Tenere aperto un negozio non significa alzare la saracinesca tutte le mattine: mantenerlo in vita significa avere piena consapevolezza di ciò che si verifica dentro quelle stesse mura dopo averlo fatto. Fare una buona analisi dei dati raccolti (offline e/o online) e sfruttarli per elaborare informazioni preziosissime è fondamentale, così come è fondamentale farlo sfidando il tempo. Come?

Si parla molto di customer experience in store e sicuramente l’implementazione delle nuove tecnologie per renderlo un centro di scambio servizi/informazioni è lo strumento migliore per farla vivere ai propri clienti. Tuttavia, la tecnologia più importante del momento i clienti ce l’hanno in tasca o nella borsa: si chiama Smartphone.  Grazie ai loro dispositivi mobile è possibile controllare le tre fasi d’acquisto dei clienti: pre-purchase, purchase e post-purchase. Ognuno di questi step è un vero e proprio test per conoscere, imparare e quindi migliorare: non solo con l’obiettivo di acquisire un nuovo cliente, ma soprattutto con quello di fidelizzarlo. Il nostro Smartphone è una vera e propria bussola per gli acquisti e non importa quale ruolo si rivesta in quelle fasi. Nasce così il bisogno di lavorare alla “mobile seduction”: quella “seduzione” o più onestamente persuasione, che tutti subiscono e che quasi tutti cerchiamo di ottenere utilizzando i nostri dispositivi. Sono le abitudini, gli interessi e le priorità dei clienti a direzionare il mercato e chi vi opera e quindi, per evitare quella che negli USA è stata definita “Apocalypse” (lo sconvolgimento del mondo del Retail), occorre accettare che la tecnologia consenta al cliente di condizionare le aziende: chi acquista influisce sui prezzi, tempi di realizzazione e lo stile di un prodotto. È la sua esperienza d’acquisto – o almeno l’aspettativa – a determinare lo standard di riferimento dell’approccio dei Retailer. Questa però non deve essere percepita come una minaccia, perché la tecnologia fa passi da gigante e offre supporti che non solo fanno vivere una vera e propria customer experience, ma che permettono alle aziende di raccogliere i dati ‘caldi’ di cui abbiamo scritto sopra. Per citarne alcune, secondo una ricerca condotta da Altroconsumo, sembra che le tecnologie più apprezzate dai consumatori (quindi dalle aziende) siano: casse self-checkout, scanner salvatempo, pagamento contactless e click&collect.

In conclusione, pare che il vantaggio ci sia e che ci sia per tutte e due le parti: il cliente vive l’esperienza del Brand e risparmia tempo, l’azienda colleziona qualsiasi tipo di dato necessario per comprendere in anticipo quali effettivamente siano le esperienze e le aspettative citate sopra, quelle che guidano il mercato, per l’appunto.

Leggi anche la news: ‘Come supportare la customer experience in store’

 

Evoluzione Branding Customer Experience Pardgroup In Store

Dal Branding al Service Design: qual è il futuro per il punto vendita?

Quella del Branding è una delle arti più antiche, ma qual è il suo futuro? Molte aziende ci stanno già da tempo lavorando su. L’obiettivo è quello di stabilire una connessione tra brand e cliente basato sul valore del prodotto, che sia versatile e percepito nello stesso modo da clienti diversi in mercati diversi e soprattutto che sia fondato sulla fiducia e sull’etica dell’azienda da cui proviene. Cerchiamo di capire quindi cosa s’intende quando si parla di nuovi format per gli store e di customer knowledge.

Siamo tutti esseri umani e, in quanto tali, veniamo da storie diverse che col passare del tempo si sono adattate sempre più all’evoluzione dei vari contesti. Proprio dall’attenzione al background dei consumatori si è sviluppato da parte dei brand sempre più l’interesse a proporre customer experience unica in grado di parlare alla mente e al cuore dei clienti. Un elemento a supporto è la store intelligence.

Oggi le aziende hanno la possibilità di raccogliere dati, monitorare le scelte di acquisto dei clienti offrendo esperienze memorabili, emozioni e soprattutto comprendendone le aspettative per poter successivamente sviluppare strategie sempre più efficaci.
Altro elemento da tener presente , cambiato negli ultimi tempi, è la consapevolezza acquisita dal cliente: la customer knowledge. Il prodotto deve essere “quello giusto” oltre a essere “il migliore”. “Giusto” è ovviamente un concetto molto relativo e strettamente legato alla conoscenza dei propri clienti.

Tuttavia non sono sufficienti le tecnologie per fidelizzare il cliente: occorre conquistarlo attraverso la costruzione costante e graduale di un livello strutturato di servizi. È  così che nasce il service design. Alla domanda del cliente ‘cosa?’ o ‘quale?’ cui i brand rispondevano con creatività, oggi si è passati al ‘perchè?’ che senza dubbio esige un racconto che sappia coinvolgere ed emozionare il cliente: vera chiave della sua fidelizzazione.

Pardgroup_shopping experience

Come supportare la customer experience in store?

Nei giorni scorsi abbiamo parlato di spazio e relazioni tra gli attori coinvolti nel merchandising. Come utilizzare il retail mix in modo strategico e congiunto?

Oltre al merchandising ottimale nel punto vendita– volto a promuovere ordine, disponibilità e chiarezza – è necessario aiutare il consumatore a trovare ciò che cerca e soprattutto a essere fidelizzato. Come? Ecco alcuni spunti: investire in una figura dedicata al sell-out come lo store execution manager; spendere tempo nella formazione degli addetti vendita con l’aiuto di brand ambassador; fare qualità nello spazio espositivo con installazioni e personalizzazioni ad hoc; valorizzare gli extra display e le aree adibite all’acquisto d’impulso.

Non va però dimenticato che un corretto category management, deve prevedere un utilizzo integrato tra spazio espositivo e servizio logistico. La logistica, in qualità di funzione di staff, viene talvolta tralasciata, ma in realtà determina la buona riuscita di gran parte delle operazioni di allestimento e preparazione di promozioni: deve quindi necessariamente assumere anch’essa importanza strategica, essere pianificata e monitorata.

Al di là delle promozioni, cosa vorrebbe trovare lo shopper in punto vendita? Abituato alle guerre di prezzi e attento osservatore di etichette al ribasso, il consumatore è sempre più alla ricerca di esperienze di acquisto appaganti. Declinando questa esigenza al category management, il suggerimento è di concentrare gli sforzi sul delineamento di spazi aggiuntivi rispetto al solo scaffale, progettati accuratamente per accrescere brand awareness e ben strutturati per la prova prodotto. Semplicità espositiva in linea con il concetto che ‘more is less’, giusto assortimento e servizio dedicato.

Uno spunto per migliorare si può cogliere dalle logiche gestionali del canale online, che offre scelte veloci all’interno di un assortimento variegato, perlopiù difficile da garantire nelle realtà in-store. Per farvi fronte, il trade dovrebbe investire nelle dinamiche di category per offrire una customer experience sempre più efficace, informativa e gratificante che aiuti a fidelizzare il consumatore finale. Puntare sul binomio velocità/qualità d’acquisto per contrastare l’e-commerce, è la nuova sfida del canale tradizionale.

Come realizzare tutto ciò nella pratica? Pardgroup è in grado di supportati a livello di sell-out, monitorare la qualità e rifornimento degli spazi espositivi con allestimenti e personalizzazioni ad hoc, formare addetti vendita e Brand ambassador, nonché proporre una customer experience sempre più dinamica e appagante che aiuti la fidelizzazione del consumatore e la notorietà del Brand.

Leggi anche ‘Category management: quali criticità?

 

Pardgroup Microsoft web field marketing

Case history Microsoft | Credere in ciò che le persone rendono possibile: una filosofia comune per Microsoft e Pardgroup!

La mission di Microsoft è da sempre consentire a persone e aziende in tutto il mondo di realizzare appieno il proprio potenziale. Localmente, l’Azienda si affida a uffici vendita, centri di supporto e sviluppo tecnologico, oltreché alla rete di distribuzione organizzata su più canali.

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In Pardgroup, è tempo di Brainstorming!

Nuova esperienza per il Team della divisione Field Marketing di Pardgroup. Nel mondo Retail non si è mai parlato così tanto di punti vendita e del modo in cui progettarli, paradossalmente proprio dopo che l’avvento dell’e-commerce ne ha minato il ruolo. Oggi si è completamente trasformato, in qualcosa di nuovo e diverso. Il punto vendita guadagna così la centralità come strumento di comunicazione, andando a impattare sulla parte estetica degli store, su cosa dovrebbero offrire a livello di customer experience e sul comportamento dei consumatori al loro interno.

In un mercato in continua evoluzione, la divisione Field Marketing di Pardgroup ha ritenuto opportuno ‘fermarsi’ dalle varie attività e prendersi qualche ora di tempo per dare spazio alla propria immaginazione per ipotizzare come sarà il punto vendita tra qualche anno e quali esigenze da soddisfare avranno i consumatori.

Il punto di partenza e la vera ricchezza è dato dall’eterogeneità del Team stesso: esperienze di ognuno acquisite e sviluppate in aziende e settori diversi che in Pardgroup si completano e diventano un punto di forza.

Non possiamo anticiparvi e svelarvi tutti i punti emersi logicamente. Sicuramente potete immaginare quanto la tecnologia, come supporto alla trasformazione dei negozi, abbia assunto un ruolo centrale.

La trasformazione Retail, difatti, deve concentrarsi sempre più sui consumatori, ampliando la loro esperienza in-store, stimolandone anche nuove esigenze di acquisto che permettano ai Brand di differenziarsi sul mercato.

Leggi anche La divisione Field Marketing Services di Pardgroup, non solo merchandising’

 

La divisione Field Marketing Services di Pardgroup, non solo merchandising!

La divisione Field Marketing Services di Pardgroup è composta da una vasta rete di professionisti distribuiti su tutto il territorio nazionale: oltre 120 persone coordinate da 10 Project Manager.

A seconda delle proprie esigenze, il Cliente può richiedere diversi servizi: dalla mappatura degli spazi alla clusterizzazione dei punti vendita, dall’ottimizzazione dell’assortimento all’attività di rackjobbing, dal visual merchandising al controllo prezzi in-store, dall’ideazione dei planogrammi e criteri espositivi al replenishment automatico, dagli allestimenti e manutenzione alla formazione addetti vendita one-to-one o di gruppo.

Pardgroup si occupa anche di Data Management e Dashboard Analysis. Grazie al know-how e alla costante collaborazione tra i Project Manager e gli sviluppatori della divisione Business intelligence, negli ultimi anni la divisione Field Marketing Services ha realizzato piattaforme innovative di Data Visualization per ogni tipologia di clientela e canale di riferimento. Grazie al team di Data Analyst, Pardgroup è in grado di fornire l’aggregazione dei dati e la relativa reportistica ai clienti con dashboard personalizzate. Per alcuni Brand, Pardgroup rappresenta così una vera e propria Data Company, ovvero la banca dati di tutti i distributori e venditori per quanto riguarda le informazioni di sell-in, sell-out e KPI performance.

I NUMERI.

Sono ben 160 i progetti attivi al mese che si svolgono durante tutto l’anno; oltre 1.000 i punti vendita monitorati sul territorio nazionale ogni mese; più di 2.300 le visite mensili, per un totale di oltre 18.000 ore lavoro.

Le figure professionali della divisione Pardgroup di Field Marketing Services coinvolte sono:

  • Agency Account Manager: unico referente per tutti i progetti legati al cliente per lo sviluppo del brand in termini di visibilità e presenza nei diversi mercati.
  • Project Manager: risorsa dedicata alla gestione di differenti progetti e/o personale field, per un approccio strategico sul mercato.
  • Data Analyst: risorsa impiegata all’aggregazione dati ed impostazione di dashboard personalizzate.
  • Brand Ambassador: risorsa dedicata mono-brand per progetti speciali instore in qualità di evangelista del marchio a lui affidatogli.
  • Visual Merchandiser: risorsa esperta per la cura della Brand Image in-store, attraverso la gestione dello spazio di comunicazione dei prodotti relativi.
  • Merchandiser: risorsa dedicato o multi-brand per le attività di mappatura, rackjobbing e posizionamento POP in-store.
  • Trainer: responsabile diretto dello sviluppo del brand e della conoscenza approfondita dei prodotti.

La sinergia con la Divisione Logistica di Pardgroup rappresenta una componente fondamentale per tutta la gestione e la movimentazione dei materiali pop utili alle campagne in-store.

La divisione Field Marketing Services di Pardgroup vanta tra le proprie references sia i Vendor che i principali player della GDS. Tra i Top clienti riportiamo: Microsoft, Fitbit, Bose, Sandisk, Meliconi, Nokia, Motorola, Nespresso, Mediaworld e Unieuro.

Dal 2017, Field Marketing Services ha esteso i sui orizzonti verso nuovi mercati oltre al canale Consumer Electronics, tra i quali Toys, Sportwear e Smarthome.

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Leggi anche Il Team IT in Pardgroup: software e piattaforme sia per l’azienda che per i clienti

 

 

Il negozio del futuro passa dalla realtà aumentata

Nell’ottica di sviluppare un approccio sempre più dinamico nelle fasi di acquisto in store e rendere la customer experience unica ed emozionante, perfettamente in linea con strategie di omnichannel Retail, i Brand più innovatori si stanno organizzando per offrire ai propri clienti vetrine interattive supportate da nuove tecnologie, quali la realtà aumentata (AR).

Questa tecnologia di fatto arricchisce la shopping experience utilizzando funzionalità on line a supporto dell’acquisto off line. Grazie alla realtà aumentata oggi è così possibile potenziare contesti reali con contenuti virtuali attraverso la sovrapposizione di immagini e video al campo visivo del consumatore. Settori come Fashion, Lusso e Retail si prestano bene all’applicazione di questa tecnologia per rendere interattivo il punto vendita tradizionale e unica la customer experience.

Per esempio, in store uno degli sviluppi più interessanti è rappresentato dai camerini virtuali che consentono al consumatore di guardare il capo di abbigliamento scelto con una visione a 360°, immaginarlo altre nuance, ecc. Non solo. Questa esperienza immersiva consente di indossare virtualmente capi d’abbigliamento, provare gioielli, sperimentare anche diversi make-up e vivere così un’esperienza d’acquisto interattiva ed emozionante. E ancora: assistere in prima fila ad una sfilata di moda? Con questa tecnologia ora è possibile vedersi proiettati all’interno di una sfilata e scattarsi anche un selfie. Le possibilità non finiscono quindi nel punto vendita, ma si proiettano anche all’esterno. La realtà aumentata può essere molto utile anche per attirare l’attenzione dei passanti fuori dal punto vendita, trasformandoli in potenziali clienti invogliandoli e invitandoli a entrare in negozio.

Leggi anche la news Come creare una strategia omnichannel di successo nel Retail?’ 

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Ph: Wrangler