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Digital Transformation e i Retailer in Italia

Quali sono le differenze tra Italia e Mondo sul processo di digitalizzazione?

Da uno Studio condotto da Fujitsu, “The Digital Transformation PACT”, che ha intervistato 190 Business Leader del settore Retail a livello globale, emergono differenze interessanti. Se nel mondo il Retail fatica a raggiungere risultati concreti, l’Italia va controcorrente: il 65% degli intervistati si dichiara soddisfatto dell’investimento compiuto in questa trasformazione “digitale”.

Lo studio è basato sui quattro fattori considerati fondamentali per una trasformazione digitale di successo – Persone, Azioni, Collaborazione e Tecnologia – e ciò che emerge nel Retail in Italia è la Cultura di innovazione. Il 41% dei Retailer è convinto che il fattore più importante siano le competenze, quindi le Persone, mentre il 18% pensa che sia la Tecnologia.
Anche questo risultato cambia se si guarda oltre i confini: nel mondo il 18% investirebbe sulle Azioni e solo il 24% sulle Persone.

In Italia, il 60% delle organizzazioni intervistate definisce inadeguate le sue competenze digitali, per questo si affida a consulenti esterni, clienti o Startup (scelte dal 78%) per sviluppare progetti di training studiati ad hoc.
Anche la percezione della co-creazione di processi di Digital Transformation è diversa fuori e dentro i confini del nostro Paese: a livello globale i Retailer dichiarano che non ricorrerebbero a questa possibilità, in Italia, invece, il 30% del campione si dichiara ben disposto, tanto che il 90% di esso sta già sperimentando nuovi modelli commerciali.

Continuando a evidenziare le differenze tra Italia e mondo, nel nostro Paese oltre il 70% degli intervistati teme che nelle aziende ci si concentri troppo sul cambiamento e poco sulle competenze e sulle azioni che devono sostenerlo.

Come se non bastasse, se il 47% dei Retailer italiani sta investendo in sistemi Internet of Things, l’82% si dichiara preoccupato per la capacità di adattamento a nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale.

In Italia, il 64% degli intervistati afferma di aver già implementato progetti di trasformazione digitale, mentre nel resto del mondo è solo il 35%. Il 52% dei Retailer del nostro Paese sta già implementando la digitalizzazione per trasformare la Customer Relationship. Ma com’è concepita la “digital transformation” dalle aziende? Per il 53% significa trasformare ricavi e modelli di business di un’azienda; per il 12% significa creare nuovi processi di business digitali.

È la metà del campione di Retailer intervistati in Italia (il 47%) a sostenere che il fattore di spinta verso la Digitalizzazione siano i Clienti: sono proprio loro ad avere alte aspettative sul grado di evoluzione delle aziende, secondo l’88% del campione. Ad essere convinto però che questo processo porti all’aumento della concorrenza è il 70%; addirittura l’88% degli intervistati sostiene che sia impossibile prevedere entità e identità dei rispettivi concorrenti da qui ai prossimi cinque anni.

Ma quali sono i tools utilizzati? In dieci anni, quelle che sono considerate “fondamentali” come tecnologie per il successo delle aziende in termini finanziari, sono il cloud computing, i big data analytics, e l’intelligenza artificiale; le ultime due e la Cybersecurity invece, vengono indicate come prioritarie per la crescita, ma in termini di competenze interne e miglioramento dei processi.

Fonte: CIO

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Intelligenza artificiale e analisi dei Big Data

Tra i settori i di business più propensi a sperimentazioni in campo di intelligenza artificiale c’è senz’altro il Marketing: vuoi per il continuo progresso nella digitalizzazione, vuoi per l’importanza di essere sempre un passo avanti ai Brand che oggi sono in grado di accumulare informazioni sui propri clienti sia nei punti vendita che on-line. Ciò che fa la differenza è essere capaci di analizzare questo importante volume di dati, definiti Big Data, e renderli comprensibili e fruibili per le Aziende.

Da un’indagine dell’Osservatorio italiano sull’Artificial Intelligence Marketing, promossa dall’Executive Master Iulm in Data Management & Business AnalyticsDmba, emerge come nel 75% delle aziende italiane che afferma di conoscere le potenzialità per il Marketing dell’AI, ben poche utilizzano soluzioni evolute per l’analisi dei Big Data. Diverse le motivazioni: carenza di risorse economiche, scarsa consapevolezza del mezzo e mancanza di figure formate sul tema. La restante parte continua, invece, a considerare l’Intelligenza Artificiale in modo futuristico senza o con poca consapevolezza della rilevanza strategica per la competitività sul mercato.

Per rispondere alle esigenze di alcune delle aziende più interessate all’analisi dei dati sui propri clienti al fine di conoscerli meglio durante tutte le fasi del processo di acquisto e rispondere alle loro richieste in modo sempre più ottimale,  Pardgroup si avvale di un team interno di Business Intelligence (BI), ovvero professionisti specializzati in Data Management e Dashboard Analysis. L’obiettivo si può riassumere in “make sense of data”, ovvero permettere ai Brand di prendere decisioni strategiche fornendo loro informazioni precise, aggiornate e significative. Ecco che  Pardgroup è in grado di fornire soluzioni versatili e personalizzate per qualsiasi funzione aziendale dei propri Clienti: marketing, commerciale e finanza.