Retail Services: tutti i segreti del Project Manager

Mai come in questi anni la Shopping Experience ha subito una vera e propria rivoluzione. Brands, Retailers e aziende di settore hanno dovuto fare i conti con l’avvento dell’e-commerce, la crescita esponenziale del mobile, la modifica delle abitudini del consumatore.

L’integrazione tra on-line off-line e mobile, l’ideazione di soluzioni che migliorino l’esperienza d’acquisto (puntando sempre più su fattori emozionali), non sono più delle scelte per il canale Retail, ma sono diventate delle vere e proprie necessità. Così come la creazione di spazi ad hoc nei quali i brand riescono a raccontarsi e a stupire. Che siano essi Corner, Shop-In-Shop oppure interi Flagship Store.

Ed è in questa ottica che le aziende che forniscono servizi Retail assumono un ruolo sempre più centrale, assurgendo ad una funzione di vero e proprio veicolo del messaggio rappresentato dal brand.

Intrinsecamente, in mano a queste aziende di Servizi spesso vi è la responsabilità della riuscita di interi progetti in-store, proprio in virtù del ruolo di player finale giocato da questi: la copertura “dell’ultimo miglio”, il lavoro per la perfetta rappresentazione on-the-field di quello che il brand vuole essere e vuole comunicare.

 

Retail Operations: la parola al Project Manager

Sonny Guido, Retail Op. Project Manager Pardgroup, ci racconta su cosa puntare per riuscire a fare il salto di qualità quando si parla di Retail Services.

In primis – ci dice Manuele – è fondamentale l’attenzione ai dettagli. Sembrerà una cosa scontata, ma spesso è volentieri la differenza tra un buon lavoro ed un ottimo lavoro la fa l’attenzione ad ogni minimo particolare, specialmente quando si è nelle fasi iniziale di un progetto. Dialogare con il cliente, discutere insieme dei piani progettuali ricevuti e analizzare tutta la documentazione aiuta enormemente la pianificazione e la buona riuscita delle attività.

Raramente, ad esempio, quando si riceve le planimetrie e le carte dei progetti di uno SIS si ha realmente tutte le informazioni di cui si necessita per eseguire un lavoro senza sbavature. In tal caso però, è fondamentale non trascurare la cosa e chiarire ogni dubbio prima ancora di partire. Uno strumento che aiuta molto in questi casi è un questionario da inviare ad ogni cliente, nel quale si chiede per punti di risolvere tutte le problematiche o le informazioni poco chiare emerse in fase di studio.

Una volta che tutto è stato messo nero su bianco e si possiede le informazioni necessarie è buona pratica mettere insieme il tutto, creando dei veri e propri manuali e guide all’Installazione, da inviare alle varie squadre sul campo. La Catalogazione delle informazioni è un altro passaggio cruciale, utile a ridurre ancora di più il margine di errore e a coinvolgere ulteriormente le squadre operative sul campo.

L’errore che molti Project Managers commettono è quello di trascurare questi passaggi considerandoli superflui. Così facendo però, spesso si ritrovano a dover risolvere in corso d’opera problemi tecnici e logistici, rischiando di non soddisfare a pieno gli standard richiesti dai clienti o di ritardare i tempi per la consegna di un lavoro. Questo è particolarmente vero quando si lavora per grandi marchi della moda o del lusso, che fanno della reattività e delle tempistiche ristrettissime una costante. Bolle nella carta da parati, manichini posizionati in maniera errata, logo non perfetto, sono errori inaccettabili.

I dettagli e la precisione sono tutto in questo mestiere. Seguire il cliente passo passo, avere il progetto sempre sotto controllo, supervisionare personalmente in loco tutte le fasi delle impiantazioni. Solo così, si è in grado di offrire servizi Retail di livello Premium.

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