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Il ruolo della Business Intelligence nel Fashion

Nel mondo della Moda vengono sempre più utilizzati e ottimizzati software per l’analisi e l’aggregazione dei dati: questo uno dei  temi emersi in apertura del Forum Retail 2018 (Milano, 29-30 novembre).

Secondo Jarvis Macchi, Communication Manager di Gilmar S.p.A, la Business  intelligence aiuta a rendere più efficiente la creatività nella Moda.  Le analisi dei dati  possono  supportare la produzione, la promozione e la comunicazione dei prodotti che veramente possono ottenere una risposta positiva sul mercato. Inoltre,  questi strumenti  aiutano a far emergere i topics da condividere con i propri partner sia negozi che sales partner relativi non solo alle proprie linee ma anche al posizionamento dei competitor.

Sempre più l’estro creativo del designer viene guidato dai dati che emergono dai singoli Paesi e che orintano il buying di un cliente in negozio.

Seppur il mondo del Fashion sia uno dei settori che maggiormente ne può trarne beneficio dall’altro è ancora legato alla condizione dove oggetto creativo e la creazione arriva dall’ ‘alto’ e si impone sul mercato.  In realtà, questi due aspetti si stanno miscelando sempre più permettendo di efficientare processi e costi.

Vuoi saperne di più sui processi di Business intelligence? Leggi anche la news ‘Vi raccontiamo la divisione Business Intelligence di Pardgroup!’ 

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Continua la partnership con IlSole24Ore

Si rinnova la collaborazione di Pardgroup con IlSole24Ore. In occasione del Master ‘Luxury & Fashion Management’, il Team Pardgroup torna in cattedra per sottolineare l’importanza per le Aziende del Lusso di  avere un Team professionale e PM dedicati. Grazie all’esperienza strutturata nel settore Moda e Lusso, la divisione Retail Services ha portato in aula la sua testimonianza  su Retail Concept e Store Design, dal concept alla progettazione del layout fino al visual merchandising, non solo a livello nazionale.

Punti cardine e di forza, le capacità di project management, la vicinanza al Cliente, la competenza nella produzione, la disponibilità di una rete di hub e installatori locali su tutta Europa, nonché il know-how degli allestitori.

Pardgroup continuerà a supportare la formazione nel Master ‘Luxury & Fashion Management’ de IlSole24Ore Business School anche la prossima primavera. Stay tuned!

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23° Fashion & Luxury Summit Pambianco – Deutsche Bank

Si è svolto mercoledì scorso il 23°  Fashion & Luxury Summit Pambianco – Deutsche Bank , il tanto atteso appuntamento dedicato ai trend di questi settori. Tanti e noti i Brand partecipanti che si sono confrontati, a Palazzo Mezzanotte a Milano, sul tema di quest’anno ‘DALLA MANIFATTURA ALLO STORE DEL FUTURO – Le grandi sfide della moda italiana‘. Vediamo in breve cosa è emerso…

Dallo scenario introdotto da Flavio Valeri, Chief Country Officer Italia Deutsche Bank, dopo due anni di stagnazione, si registra una crescita. Nella ricerca condotta su 110 aziende italiane, per un fatturato complessivo di 42 miliardi di euro, la manifattura italiana si conferma leader mondiale. I brand del Lusso nazionali continuano ad avere influenza internazionale perché si dimostrano sempre competitivi in un mercato decisamente difficile ma positivo. Se il trend del settore non lusso segna un tasso di crescita del + 4.8% (fascia bassa, media e premium), il Lusso raggiunge + 6.4% (periodo di riferimento triennio 2014-17). Le aziende italiane delle altre fasce dimostrano così meno forza competitiva (pur giocando sul made in Italy, ma non sul Lusso), in un mercato potenzialmente più grande, ma che in realtà muove meno fatturati, oltre a essere soggette alla concorrenza dei big player mondiali.

Nota molto importante  che emerge dalla ricerca è che  la distribuzione sarà sempre più multi-channel.  Si registreranno sicuramente ulteriori assestamenti dei canali ma non si prevedono stravolgimenti. Confermate anche la crescita continua dell’e-commerce, il calo dei wholesale, la lenta crescita del Retail diretto e soprattutto si segnala la continua nascita di formule blended.

La sfida attuale della Moda, tra heritage e futuro, tra manifattura e mercati multi-channel, si conferma così cuore pulsante dell’economia che  sembra aver ritrovato il suo splendore:  il 2018 chiuderà con un incremento dell’8% a livello globale.

Vuoi saperne di più su quanto detto al Summit? Continua a seguirci, stay tuned!

Vi raccontiamo la divisione Business Intelligence di Pardgroup!

Per soddisfare le esigenze dei Clienti a 360°, Pardgroup si avvale di professionisti specializzati in Data Management e Dashboard Analysis che costituiscono la sua Divisione Business Intelligence (BI).
L’obiettivo del Team è permettere ai Brand di sviluppare strategie basate su informazioni significative, precise e aggiornate. Per raggiungerlo sempre, Pardgroup offre soluzioni studiate ad hoc su necessità specifiche e per diverse funzioni aziendali: marketing, comunicazione e finanza.

I servizi offerti sono:

Data Warehouse
Archiviazione di dati generati da diversi sistemi informatici (produzione, vendite, contabilità, R&S, CRM etc..)  su database e piattaforme Big Data.

Data Trasformation
Rielaborazione delle informazioni raccolte nel database e controllo, automazione, misurazione e  analisi delle performance aziendali.

Data Visualization
Impostazione grafica user-friendly per cruscotti dinamici, statistiche e indicatori sempre aggiornati.

Quali sono i vantaggi del ricevere questo genere di supporto?
Automazione dei processi di analisi, di reporting aziendale e misurazione costante e uniforme delle informazioni portano ad un’attenta valutazione dei miglioramenti e delle criticità sulle quali concentrare gli sforzi. Così viene dato modo al Management di velocizzare i processi decisionali e di renderli più mirati agli obiettivi.

Per ottenere risultati sempre eccellenti, il Team Pardgroup monitora le KPI personali e aziendali e si avvale di Performance Dashboard interattive attentamente studiate dal punto di vista grafico. Questo consente di ottimizzare la fruibilità dei dati e di renderli Multi-device friendly (fruibili da PC, Tablet e Smartphone).

Vuoi saperne di più? Leggi anche Intelligenza artificiale e analisi dei Big Data

Pharma Trade: l’evoluzione del canale farmacia passa anche da Pardgroup

Il leader mondiale nella distribuzione di prodotti per la salute e il benessere è sbarcato in Italia con tre nuovi punti vendita.

Tra i fornitori, Pardgroup ha supportato le nuove aperture con la realizzazione di planogrammi nel canale Farmacia a completamento dell’offerta dell’Azienda per il Trade.

I planogrammi sono uno strumento commerciale indispensabile: assegnare e ottimizzare il posizionamento dei prodotti a scaffale e delle categorie è fondamentale per il successo delle vendite in-store. Da qui l’importanza di affidarsi a un partner affidabile che ha già maturato questa expertise su altri mercati.

L’attività svolta per l’importante catena di farmacie fa parte di un pool di servizi Pardgroup, che vede una consulenza a 360° nel Trade, attività che comprende il supporto di specialisti di Business Intelligence  in grado di raccogliere  dati da punti e canali di vendita, analizzarli e aggregarli così da renderli significativi per il Cliente. Sulla loro base poi Pardgroup realizza planogrammi, li implementa sul punto vendita e, grazie alla Field Force distribuita sull’intero territorio, sviluppa anche le attività di merchandising.

 

Pardgroup si conferma così l’unico partner in grado di offrire una consulenza integrata ai propri Clienti, oggi anche nel canale Pharma.

Leggi anche Field Marketing: quali servizi offrire oggi?

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Field Marketing: quali servizi offrire oggi?

Al di là  del settore o canale di riferimento, tutte le Aziende sono interessate a incentivare le vendite di prodotti e servizi, assicurare la giusta visibilità al  Brand e ottimizzare gli spazi di vendita, luogo dove  Brand, Retail e Shopper si incontrano.

Per rispondere alle richieste di ogni Cliente, la divisione Field Marketing Services di Pardgroup offre  numerosi servizi: dalla mappatura degli spazi alla clusterizzazione dei punti vendita, dall’ottimizzazione dell’assortimento all’attività di rackjobbing, dal visual merchandising al controllo prezzi in-store, dall’ideazione dei planogrammi e criteri espositivi al replenishment automatico, dagli allestimenti e manutenzione alla formazione addetti vendita sia one-to-one che di gruppo.

Inoltre, grazie al know-how e alla costante collaborazione tra i Project Manager e gli sviluppatori della divisione Business intelligence, la stessa divisione  ha sviluppato piattaforme innovative di Data Visualization per ogni tipologia di clientela e canale di riferimento in grado di aggregare e fornire informazioni di sell-in e sell-out.

Leggi anche  La divisione Field Marketing Services di Pardgroup, non solo merchandising!

Pardgroup, un’evoluzione di successo

“È la strada che abbiamo percorso che ci ha reso quello che siamo oggi”.  Pardgroup è solo una tappa di arrivo, anzi, una tappa intermedia di un percorso iniziato oltre 30 anni fa, nato dall’esperienza delle agenzie di rappresentanza di Luca Negroni da un lato e Francesco Santoni dall’altro.

Valori e obiettivi sono chiari ed è solo questione di tempo prima che le due realtà si fondano. Nel 2014 nasce Pardgroup Scarl, azienda multicanale di servizi integrati di Field Marketing evoluto. Dalle sedi di Roma e Bologna,  nel giro di tre anni Pardgroup apre Headquarter a Milano per poi diventare SpA, nel 2018, con diverse sedi in Europa (a oggi Lugano e Madrid) e oltre 200 dipendenti. Sempre più strutturata, l’azienda si avvale di nove divisioni: Retail Services, Field Marketing&Business Intelligence, in-Store promotion, Sales, Eventi, Logistica e Comunicazione. Tutte supportate dalle divisioni Risorse Umane e IT.

Con l’azienda, è cresciuta anche la sua Brand Identity. “Unconventional” è la parola chiave e lo stile è inconfondibile. I colori sono gli stessi del 2014 – il giallo affiancato a nero e grigio – e anche l’identità attenta e scattante, ispirata ai felini (da qui “PARD”) non perde occasione per sorprendere i Clienti. Lo stile lineare ed essenziale, è versatile a conferma dell’approccio user-friendly rivolto al Project Management che contraddistingue Pardgroup sul mercato.

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Ultima arrivata in Pardgroup: la Divisione Comunicazione!

La creazione di contenuti, in un mondo che vira sempre più verso il l’intangibile Digital, è ormai un “must” per qualsiasi azienda, soprattutto se rivolta al mercato Consumer. Per questo motivo Pardgroup, per affiancare i suoi Clienti anche in questo processo, ha deciso di avvalersi di una Divisione Comunicazione. Il Team Pardgroup risponde alle necessità di Comunicazione d’impresa in modo dedicato, specifico e puntuale, per incrementare Awareness, Engagement e Reputation.
Grazie alle  partnership instaurate, Pardgroup sviluppa una strategia di marketing ad hoc, su linee guida precise del Cliente, per trovare clienti nuovi (e non).
Social Media Management, SEO, DEM, Content Marketing, Design e Grafica, Video, Video 3D e Fotografia sono solo alcune delle attività di cui si occupa la Divisione più giovane di Pardgroup, e sono tutte volte al raggiungimento di un unico obiettivo: fornire supporto a 360° a ogni Cliente.

Scopri tutti i servizi erogati della divisione Comunicazione, clicca qui 

 

Digital Transformation e i Retailer in Italia

Quali sono le differenze tra Italia e Mondo sul processo di digitalizzazione?

Da uno Studio condotto da Fujitsu, “The Digital Transformation PACT”, che ha intervistato 190 Business Leader del settore Retail a livello globale, emergono differenze interessanti. Se nel mondo il Retail fatica a raggiungere risultati concreti, l’Italia va controcorrente: il 65% degli intervistati si dichiara soddisfatto dell’investimento compiuto in questa trasformazione “digitale”.

Lo studio è basato sui quattro fattori considerati fondamentali per una trasformazione digitale di successo – Persone, Azioni, Collaborazione e Tecnologia – e ciò che emerge nel Retail in Italia è la Cultura di innovazione. Il 41% dei Retailer è convinto che il fattore più importante siano le competenze, quindi le Persone, mentre il 18% pensa che sia la Tecnologia.
Anche questo risultato cambia se si guarda oltre i confini: nel mondo il 18% investirebbe sulle Azioni e solo il 24% sulle Persone.

In Italia, il 60% delle organizzazioni intervistate definisce inadeguate le sue competenze digitali, per questo si affida a consulenti esterni, clienti o Startup (scelte dal 78%) per sviluppare progetti di training studiati ad hoc.
Anche la percezione della co-creazione di processi di Digital Transformation è diversa fuori e dentro i confini del nostro Paese: a livello globale i Retailer dichiarano che non ricorrerebbero a questa possibilità, in Italia, invece, il 30% del campione si dichiara ben disposto, tanto che il 90% di esso sta già sperimentando nuovi modelli commerciali.

Continuando a evidenziare le differenze tra Italia e mondo, nel nostro Paese oltre il 70% degli intervistati teme che nelle aziende ci si concentri troppo sul cambiamento e poco sulle competenze e sulle azioni che devono sostenerlo.

Come se non bastasse, se il 47% dei Retailer italiani sta investendo in sistemi Internet of Things, l’82% si dichiara preoccupato per la capacità di adattamento a nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale.

In Italia, il 64% degli intervistati afferma di aver già implementato progetti di trasformazione digitale, mentre nel resto del mondo è solo il 35%. Il 52% dei Retailer del nostro Paese sta già implementando la digitalizzazione per trasformare la Customer Relationship. Ma com’è concepita la “digital transformation” dalle aziende? Per il 53% significa trasformare ricavi e modelli di business di un’azienda; per il 12% significa creare nuovi processi di business digitali.

È la metà del campione di Retailer intervistati in Italia (il 47%) a sostenere che il fattore di spinta verso la Digitalizzazione siano i Clienti: sono proprio loro ad avere alte aspettative sul grado di evoluzione delle aziende, secondo l’88% del campione. Ad essere convinto però che questo processo porti all’aumento della concorrenza è il 70%; addirittura l’88% degli intervistati sostiene che sia impossibile prevedere entità e identità dei rispettivi concorrenti da qui ai prossimi cinque anni.

Ma quali sono i tools utilizzati? In dieci anni, quelle che sono considerate “fondamentali” come tecnologie per il successo delle aziende in termini finanziari, sono il cloud computing, i big data analytics, e l’intelligenza artificiale; le ultime due e la Cybersecurity invece, vengono indicate come prioritarie per la crescita, ma in termini di competenze interne e miglioramento dei processi.

Fonte: CIO

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