Il negozio del futuro: innovazione digitale e Retail, un binomio possibile?

Seppur lentamente le innovazioni digitali nel Retail italiano sono in crescita. È quanto emerge da una ricerca dell’ Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano, deputato a studiare le principali innovazioni digitali che possono ridisegnare i processi dei retailer, con il fine ultimo di condividere conoscenza e fare cultura. Lo studio ha coinvolto 300 top retailer per fatturato, presenti in Italia con negozi fisici, oltre a 200 medio-piccoli commercianti. Di questi, è emerso che solo il 42% considera l’innovazione un fattore chiave per avere successo e la spesa sul digitale non supera l’1% del fatturato.

Tuttavia è proprio tra queste realtà che nascono e crescono le innovazioni a supporto della customer experience nel punto vendita: il 91% dei top retailer (che solo nel 2016 era l’80%) ha sviluppato almeno un’innovazione digitale nel front-end a supporto della customer experience in punto vendita come chioschi, touch point e sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi, seguite da quelle di back-end maggiormente focalizzate su soluzioni di CRM, sistemi per il monitoraggio dei clienti in store, sistemi a supporto del demand, inventory e distribution planning, customer care e App dedicate, RFId/QR e realtà aumentata per accedere a contenuti digitali in store, ERP e sistemi per la tracciabilità dei prodotti all’interno dei magazzini o lungo la filiera.

In sintesi, le innovazioni digitali dovrebbero essere utilizzate dai retailer per ridisegnare in modo più efficiente ed efficace il rapporto con il consumatore (front-end) e i processi interni al Retail stesso (back-end).

La principale sfida del punto vendita del futuro, quindi, sarà offrire una customer experience efficace e appagante attraverso l’integrazione omnicanale tra il negozio fisico e le iniziative digitali (57%), l’offerta di nuovi servizi nel Retail (23%), lo sviluppo di innovazioni digitali (13%) e l’ideazione e lancio di nuovi format di punto vendita (7%).

 

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Green Retail Forum ed Ecomondo: punto su innovazione e sostenibilità nel Retail

Alla 21a edizione di Ecomondo (Rimini 7-10 novembre 2017), la fiera leader della Green e della Circular economy nell’area euro-mediterranea si confermano le stesse conclusioni della 7a edizione Green Retail Forum & Expo tenutasi a Milano, a fine ottobre.
Green Retail Forum, nato per condividere esperienze e know-how tra operatori della distribuzione e frutto di un’idea di Plef (Planet life economy foundation) e di ndb-il marketing consapevole, sì è concentrato sul tema dell’innovazione sostenibile, con focus su packaging, logistica, sistemi di pagamento e impianti in store.

Secondo una ricerca di Astarea, le imprese della GDO stanno passando da un concetto di responsabilità sociale a uno più sistemico, che integra la sostenibilità in una logica non più solo ambientale ma di business lungo l’intera filiera, prendendo in considerazione dalle risorse disponibili fino l’influenza degli stakeholder, ecc.

Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, di fatti, alle imprese è richiesto sempre più di considerare sia il target della propria offerta sia tutti i possibili influenzatori che contribuiscono a dare valore al prodotto ed evidenziare quanto la sostenibilità sia ormai integrata non solo nel ciclo produttivo ma anche a livello distributivo e abbia un forte impatto nella customer experience.

L’Amministratore Delegato del Gruppo d’acquisto Distribuzione Organizzata Vegè, Giorgio Santambrogio, ha sottolineato, nell’occasione, il grande vantaggio di poter proporre un’offerta personalizzata al cliente grazie alla tecnologia che lo riconosca in prossimità del punto vendita e ricordi la sua customer experience in relazione ai suoi acquisti passati, caratterizzando sempre più l’offerta ad personam. Tutto ciò a vantaggio di evitare inutili sprechi, derivanti da acquisti non totalmente in linea con il target. Non solo. A differenza di anni passati, in cui la sostenibilità è nata ed è stata un vero e proprio trend, oggi il consumatore è sempre più attento e consapevole e le sue richieste derivano da precise scelte etiche. Ecco che si fida sempre meno di ciò che le imprese dichiarano e richiede trasparenza sia all’azienda produttrice sia al punto vendita a cui si rivolge.

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Retail Services: un unico supplier per una copertura europea

Che il futuro per i Supplier specializzati nell’offerta di servizi Retail sia nella centralizzazione delle Operations è ormai chiaro. I brand hanno realizzato che affidarsi ad agenzie di project management che semplicemente sub-appaltano i lavori a contractor locali nelle singole country non è più un modello sostenibile, sia dal punto di vista economico che del controllo della qualità. Allo stesso modo è impensabile per i dipartimenti marketing dei vari marchi gestire direttamente una miriade di fornitori diversi sparsi per tutta Europa e coinvolti su più progetti.
La soluzione è affidarsi ad un unico player in grado non solo di coordinare a livello globale le Operations, ma che sia anche direttamente coinvolto nel processo di progettazione, produzione, logistico e di installazione, con copertura continentale.

 

Abc per diventare un fornitore retail a copertura europea

E quali sono, quindi, i requisiti necessari per una struttura che vuole offrire servizi Retail in tutta Europa? Innanzitutto essere basati in Italia, e specialmente a Milano, costituisce già di per sé un grande vantaggio strategico. La città meneghina rappresenta una posizione ideale, permettendo ai team di installazione che generalmente coprono il Nord Italia di agire direttamente anche in country limitrofe come Svizzera, Austria, Sud della Francia, Slovenia e Croazia, paesi in cui la manodopera locale è solitamente più costosa (senza che questo significhi una maggiore qualità nel servizio).

Ovviamente questo vantaggio andrebbe del tutto perso senza un di Project Manager madrelingua a seguire ogni singola operation. Manager che conoscono la lingua, ma anche le regolamentazioni e le pratiche specifiche di ogni paese.

Altro punto fermo per garantire un servizio di qualità a costi competitivi è avere squadre e partner di installazione locali nelle varie country europee. Ciò potrebbe sembrare in contrasto con quanto detto in precedenza, in realtà ne è una naturale integrazione: il vantaggio di usare proprie squadre italiane, infatti, è tale fin quando i costi logistici e di trasferta aumentano fino ad inficiare i vantaggi elencati. A quel punto è necessario avere squadre di fiducia locali per coprire tutti i paesi europei nei quali si opera.

Il vantaggio in questo caso non è solo di una forte ottimizzazione dei costi, bensì anche un’immediatezza di intervento e una reattività nella gestione delle urgenze altrimenti impossibile. L’ottimizzazione si intende anche nella gestione dei trasporti e della logistica dell’“ultimo miglio”, che in questo caso è gestita dal team locale, attraverso il proprio hub logistico. Da sottovalutare, il plus fondamentale di avere squadre che parlano la stessa lingua degli store manager dei punti vendita e che hanno tutta la documentazione e certificazione necessaria per operare in quel particolare paese: ad esempio in Francia e Regno Unito non si può lavorare dentro dei centri commerciali a meno che gli installatori non abbiamo delle particolari certificazioni.

 

Produzione in loco: ottimizzazione di costi e servizio ad alta qualità

Anche la Produzione locale gioca un ruolo di primo piano nella gestione di progetti a carattere europeo. Innanzitutto per una questione di prezzo, nel caso si produca ad esempio in paesi come Ungheria o Repubblica Ceca, in cui nonostante la qualità dei materiali e delle lavorazioni sia elevata, si riesce ad avere dei costi estremamente competitivi. In secondo luogo per un motivo meramente pratico, ovvero ridurre enormemente il rischio del trasporto di materiali fragili o delicati su lunghe tratte.

Da non sottovalutare, inoltre, tutta la legislazione inerente la certificazione dei materiali, che anche in questo caso cambia da paese a paese. Ad esempio in Regno Unito e Germania si deve rispettare determinate regole sulla produzione di materiali infiammabili. Producendo in Italia materiale dedicato per questi paesi, dovremmo acquistare dall’estero materiali costosi e difficili da rintracciare e farli approvare successivamente per poter entrare nei paesi di destinazione. Producendo in loco invece, si salta questi passaggi, avendo materiale certificato e a minor costo.

 

Volendo concludere, per essere un player in grado di fornire servizi Retail a carattere Europeo è necessario un mix di molti elementi, da bilanciare tra loro a seconda delle necessità. Un giusto mezzo tra centralizzazione e delocalizzazione, per offrire sempre il miglior prezzo ed insieme il miglior risultato.

 

 

sfilata Emilio Pucci

Emilio Pucci

Fashion Week Milan SS17

Marchio tra i più storici dell’alta moda italiana. Ormai da anni appartenente al gruppo LVMH, Pardgroup ha attivato una collaborazione a partire dallo Showroom 2016 di Palazzo Recalcati a Milano.

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Per l’allestimento dello Showroom SS17 abbiamo gestito: la progettazione e la creatività di alcune componenti, la produzione dei materiali e dell’arredo, nonché il trasporto e l’installazione finale in Showroom.
Il tutto è stato eseguito direttamente ed internamente dalla divisione Shopfitting Pardgroup.

Shopfitting: Pardgroup allestisce lo Showroom Emilio Pucci

FASHION WEEK MILAN SETTEMBRE 2016 – La settimana della moda milanese si è appena conclusa. Tutte le grandi firme hanno svelato le loro collezioni primavera/estate 2017. La città, come al solito, si è trasformata, tirandosi a lucido per sfilate, eventi, after-party e chi più ne ha più ne metta.

Dal canto nostro, abbiamo avuto il piacere di assistere alla sfilata di Emilio Pucci, che si è tenuta nella suggestiva location della Triennale di Milano lo scorso giovedì 22 settembre. L’evento è stato memorabile e lo stile Pucci inconfondibile come al solito.

Showroom Emilio Pucci: Shopfitting & BrandBetail

Dopo il piacere però, arriva il dovere. Continuano infatti le attività di Shopfitting portate avanti dalla divisione Retail Services Pardgroup nel campo dell’alta moda. Questa volta la collaborazione è con l’iconico marchio fiorentino, adesso parte del gruppo LVMH.

Subito dopo l’evento, la squadra Retail Pardgroup è stata impegnata nell’allestimento dello Showroom Emilio Pucci di Palazzo Recalcati, uno degli edifici più suggestivi della città meneghina e sede sia dello Showroom che degli uffici del brand.

Il progetto è stata un’esperienza stimolante e gratificante per l’intera divisione shopfitting, permettendoci di mettere in campo tutte le expertise Pardgroup. Abbiamo contribuito alla progettazione e alle soluzioni creative dell’area, successivamente ci siamo occupati della produzione dei materiali e delle componenti d’arredo ed infine, ovviamente, abbiamo curato il trasporto e l’installazione in Showroom.

Il risultato è una black-iron cage, al cui interno si possono trovare i 7 abiti di punta Emilio Pucci immersi in un gioco di cavi e neon colorati, concept ripreso anche nelle scaffalature per le sneakers e gli accessori. Il contrasto tra il barocco delle stanze di Palazzo Recalcati e l’ hi-tech industrial dell’allestimento è una scelta coraggiosa ma vincente, una commistione tra classico e post-moderno molto suggestiva e dal forte impatto visivo. Del resto, una scelta simile era già stata fatta con la precedente struttura installata in Showroom, la splendida opera Vortex dell’artista francese Remy Uno.

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Venerdì 23 settembre si è tenuto in Showroom l’evento stampa di presentazione della collezione e a partire da martedì 27 sono aperte le vendite.

Un ringraziamento particolare va a Marco Zecca, Corporate Visual Merchandising Manager Emilio Pucci, che ci ha permesso di collaborare in questa splendida esperienza, e al nostro Marco Di Gregorio, Architetto e Project Manager Pardgroup che ha coordinato tutte le attività.

Shopfitting: tutto parte dalla Logistica

Quando si parla di shopfitting, sia in Italia che in Europa, si tende sempre a concentrarsi su quelle che sono le attività direttamente coinvolte nella realizzazione di un punto vendita: i survey pre-progetto, l’installazione di shop-in-shop, fixtures varie, grafiche e display. Al più si fa riferimento a servizi affini come le attività roll-out, cambio grafiche stagionali, allestimento vetrine, soft maintenance e, quando si tratta dell’apertura di un nuovo POS, i servizi di construction.

Ma quello che spesso e volentieri viene trascurato è la fondamentale importanza svolta da un efficiente servizio di logistica. Se non altro, per il solo fatto di essere la prima attività direttamente coinvolta in ogni progetto, dalla cui pianificazione spesso e volentieri dipende tutta la timeline delle attività connesse e di conseguenza la buona riuscita di un progetto.

 

Shopfitting e Logistica: un legame indissolubile

E questo legame indissolubile tra shopfitting e logistica, trova la sua piena realizzazione nel momento in cui un unico player gestisce entrambe le attività: in questo caso non si avrà solo un notevole guadagno in termini di organizzazione, efficienza e qualità del lavoro, ma tutto questo andrà di pari passo con l’ottimizzazione dei costi (particolare da non trascurare mail quello del budget).

logistic-economy

Ma passiamo ad un esempio concreto. Ipotizziamo che un brand operante a livello worldwide nel settore Fashion & Luxury sia nel pieno di uno dei sui cambi stagionali nei suoi FlagShip Stores sparsi per il mondo.

Le prime attività direttamente coinvolte saranno le operazioni logistiche. Il trasporto di tutti i materiali dai paesi di produzione (generalmente nel Far East), agli hub strategici centrali, con relative operazioni di importazione e sdoganamento dove necessario. Successivamente andranno spediti tutti i materiali presso gli hub locali, nei quali le aziende di shopfitters andranno a prelevare il materiale e lo porteranno nello Store. Come si può notare, fino al momento in cui i materiali non entrano fisicamente sul punto vendita, si tratta esclusivamente di attività logistiche.

Ma non solo, nei casi più fortunati il fornitore è solo uno, ma spesso capita che siano maggiori e a quel punto si deve coordinare e sincronizzare tutte le operazioni per far si che nell’Hub locale di riferimento si trovi tutto il materiale necessario nel momento preciso in cui gli shopfitters andranno a prelevarlo per portarlo sul punto vendita.

Moltiplicate il tutto per decine di Stores sparsi in tutta Europa, per una media di 3-4 attività stagionali e capirete la complessità delle operazioni. Diminuire gli attori in campo in tutte le fasi intermedie, semplificando i vari passaggi risulta quindi non solo la mossa vincente, ma una vera e propria necessità.

Nel momento in cui le aziende di Shopfitting sono in grado di gestire in prima persona anche tutte le attività logistiche (centralizzando in seconda battuta anche le operazioni di installazione vere e proprie negli stores), con propri mezzi per il trasporto e propri magazzini per lo stoccaggio, va da sé che l’intero sistema ne guadagna in semplicità e quindi in efficienza e velocità. Tagliando quei passaggi intermedi tra fornitori/operatore logistico/shopfitters l’intero processo diventa più snello e, coinvolgendo in tutto questo un solo player, anche più economico.

E’ questa la filosofia che cerchiamo di seguire a Pardgroup. Il motivo per cui il nostro investimento più grande come azienda di Shopfitting operante in Italia e in tutta Europa consiste nel rafforzamento della nostra infrastruttura logistica, accompagnata da un project management in grado di gestire progetti con un tasso di complessità e di componenti così ampio.

Retail Services: tutti i segreti del Project Manager

Mai come in questi anni la Shopping Experience ha subito una vera e propria rivoluzione. Brands, Retailers e aziende di settore hanno dovuto fare i conti con l’avvento dell’e-commerce, la crescita esponenziale del mobile, la modifica delle abitudini del consumatore.

L’integrazione tra on-line off-line e mobile, l’ideazione di soluzioni che migliorino l’esperienza d’acquisto (puntando sempre più su fattori emozionali), non sono più delle scelte per il canale Retail, ma sono diventate delle vere e proprie necessità. Così come la creazione di spazi ad hoc nei quali i brand riescono a raccontarsi e a stupire. Che siano essi Corner, Shop-In-Shop oppure interi Flagship Store.

Ed è in questa ottica che le aziende che forniscono servizi Retail assumono un ruolo sempre più centrale, assurgendo ad una funzione di vero e proprio veicolo del messaggio rappresentato dal brand.

Intrinsecamente, in mano a queste aziende di Servizi spesso vi è la responsabilità della riuscita di interi progetti in-store, proprio in virtù del ruolo di player finale giocato da questi: la copertura “dell’ultimo miglio”, il lavoro per la perfetta rappresentazione on-the-field di quello che il brand vuole essere e vuole comunicare.

 

Retail Operations: la parola al Project Manager

Sonny Guido, Retail Op. Project Manager Pardgroup, ci racconta su cosa puntare per riuscire a fare il salto di qualità quando si parla di Retail Services.

In primis – ci dice Manuele – è fondamentale l’attenzione ai dettagli. Sembrerà una cosa scontata, ma spesso è volentieri la differenza tra un buon lavoro ed un ottimo lavoro la fa l’attenzione ad ogni minimo particolare, specialmente quando si è nelle fasi iniziale di un progetto. Dialogare con il cliente, discutere insieme dei piani progettuali ricevuti e analizzare tutta la documentazione aiuta enormemente la pianificazione e la buona riuscita delle attività.

Raramente, ad esempio, quando si riceve le planimetrie e le carte dei progetti di uno SIS si ha realmente tutte le informazioni di cui si necessita per eseguire un lavoro senza sbavature. In tal caso però, è fondamentale non trascurare la cosa e chiarire ogni dubbio prima ancora di partire. Uno strumento che aiuta molto in questi casi è un questionario da inviare ad ogni cliente, nel quale si chiede per punti di risolvere tutte le problematiche o le informazioni poco chiare emerse in fase di studio.

Una volta che tutto è stato messo nero su bianco e si possiede le informazioni necessarie è buona pratica mettere insieme il tutto, creando dei veri e propri manuali e guide all’Installazione, da inviare alle varie squadre sul campo. La Catalogazione delle informazioni è un altro passaggio cruciale, utile a ridurre ancora di più il margine di errore e a coinvolgere ulteriormente le squadre operative sul campo.

L’errore che molti Project Managers commettono è quello di trascurare questi passaggi considerandoli superflui. Così facendo però, spesso si ritrovano a dover risolvere in corso d’opera problemi tecnici e logistici, rischiando di non soddisfare a pieno gli standard richiesti dai clienti o di ritardare i tempi per la consegna di un lavoro. Questo è particolarmente vero quando si lavora per grandi marchi della moda o del lusso, che fanno della reattività e delle tempistiche ristrettissime una costante. Bolle nella carta da parati, manichini posizionati in maniera errata, logo non perfetto, sono errori inaccettabili.

I dettagli e la precisione sono tutto in questo mestiere. Seguire il cliente passo passo, avere il progetto sempre sotto controllo, supervisionare personalmente in loco tutte le fasi delle impiantazioni. Solo così, si è in grado di offrire servizi Retail di livello Premium.