Pardgroup_shopping experience

Come supportare la customer experience in store?

Nei giorni scorsi abbiamo parlato di spazio e relazioni tra gli attori coinvolti nel merchandising. Come utilizzare il retail mix in modo strategico e congiunto?

Oltre al merchandising ottimale nel punto vendita– volto a promuovere ordine, disponibilità e chiarezza – è necessario aiutare il consumatore a trovare ciò che cerca e soprattutto a essere fidelizzato. Come? Ecco alcuni spunti: investire in una figura dedicata al sell-out come lo store execution manager; spendere tempo nella formazione degli addetti vendita con l’aiuto di brand ambassador; fare qualità nello spazio espositivo con installazioni e personalizzazioni ad hoc; valorizzare gli extra display e le aree adibite all’acquisto d’impulso.

Non va però dimenticato che un corretto category management, deve prevedere un utilizzo integrato tra spazio espositivo e servizio logistico. La logistica, in qualità di funzione di staff, viene talvolta tralasciata, ma in realtà determina la buona riuscita di gran parte delle operazioni di allestimento e preparazione di promozioni: deve quindi necessariamente assumere anch’essa importanza strategica, essere pianificata e monitorata.

Al di là delle promozioni, cosa vorrebbe trovare lo shopper in punto vendita? Abituato alle guerre di prezzi e attento osservatore di etichette al ribasso, il consumatore è sempre più alla ricerca di esperienze di acquisto appaganti. Declinando questa esigenza al category management, il suggerimento è di concentrare gli sforzi sul delineamento di spazi aggiuntivi rispetto al solo scaffale, progettati accuratamente per accrescere brand awareness e ben strutturati per la prova prodotto. Semplicità espositiva in linea con il concetto che ‘more is less’, giusto assortimento e servizio dedicato.

Uno spunto per migliorare si può cogliere dalle logiche gestionali del canale online, che offre scelte veloci all’interno di un assortimento variegato, perlopiù difficile da garantire nelle realtà in-store. Per farvi fronte, il trade dovrebbe investire nelle dinamiche di category per offrire una customer experience sempre più efficace, informativa e gratificante che aiuti a fidelizzare il consumatore finale. Puntare sul binomio velocità/qualità d’acquisto per contrastare l’e-commerce, è la nuova sfida del canale tradizionale.

Come realizzare tutto ciò nella pratica? Pardgroup è in grado di supportati a livello di sell-out, monitorare la qualità e rifornimento degli spazi espositivi con allestimenti e personalizzazioni ad hoc, formare addetti vendita e Brand ambassador, nonché proporre una customer experience sempre più dinamica e appagante che aiuti la fidelizzazione del consumatore e la notorietà del Brand.

Leggi anche ‘Category management: quali criticità?

 

Pardgroup Microsoft web field marketing

Case history Microsoft | Credere in ciò che le persone rendono possibile: una filosofia comune per Microsoft e Pardgroup!

La mission di Microsoft è da sempre consentire a persone e aziende in tutto il mondo di realizzare appieno il proprio potenziale. Localmente, l’Azienda si affida a uffici vendita, centri di supporto e sviluppo tecnologico, oltreché alla rete di distribuzione organizzata su più canali.

In Italia, da gennaio 2016, Microsoft usufruisce di tutti i Field Marketing Services proposti da Pardgroup con l’obiettivo di incrementare la visibilità del brand nei punti vendita, garantendo la disponibilità dei prodotti a scaffale, l’implementazione dei planogrammi, il posizionamento di tutto il materiale PoP e la formazione degli addetti vendita.

Nello specifico, si avvale di due Team Pardgroup dedicati ma che lavorano in sinergia, formati da figure caratterizzate da un comune denominatore: passione per la tecnologia e la relazione con i responsabili di settore/gli addetti vendita: uno vocato al sell-in, si pone come interlocutore di Microsoft a 360°allo scopo di supportare i punti vendita nella gestione dello stock e dell’andamento delle vendite, individuare opportunità di attività promozionali a livello locale e risolvere le criticità; l’altro dedito al sell-out e  più orientato al  visual merchandising, ai training formativi, alla manutenzione delle strutture dimostrative e a tutto ciò che serve per favorire le vendite, con particolare attenzione al cross selling.

Oggi, l’offerta Microsoft è composta da 5 linee di business principali:

  1. Microsoft Office
  2. Windows
  3. Microsoft Surface, Licensing Microsoft, la linea di laptop, 2 in 1, all-in-one , convertibili e relativi accessori per cui il Team Pardgroup cura – tra l’altro – la manutenzione delle strutture in-store su cui poggia la famiglia di dispositivi Microsoft Surface in demo.
  4. Xbox, console, giochi e accessori per le versioni One, One S e One X.
  5. Accessori per pc

Pardgroup è cross su tutte e cinque queste linee di business, rispondendo in modo completo all’offerta di Microsoft nell’Elettronica di consumo.

Per essere sempre preparata e competente, la Field Force Pardgroup dedicata è formata e costantemente aggiornata sui trend mercato e  le strategie direttamente da Microsoft. Si tratta di 11 persone – capitanate da Alessandro Fontana, Project Manager Coordinator, supportato da Rosanna Nota,   che operano su tutta Italia, isole comprese, con visite pianificate su un panel selezionato di punti vendita tra cui:  Media Market, Euronics, Unieuro, Trony ed Expert.

Accanto a queste attività, si articolano poi altri progetti tattici quali: l’installazione dei demo device in occasione del lancio del nuovo Surface Book2, il posizionamento di materiale POP specifico in occasione di campagne promozionali (Back to School, Natale, Black Friday) ed altre attività di promoting.

Inoltre Pardgroup supporta Microsoft anche nella realizzazione e movimentazione di materiali POP, shop in shop e display, mettendo a disposizione parte dei 10 hub presenti sul territorio nazionale per lo stoccaggio.

Nell’ottica di supportare Microsoft nello sviluppo di una customer experience sempre più completa e innovativa per l’utente finale, Pardgroup eroga una serie di servizi customizzati, quali:  project management declinato per le varie LOB Microsoft,  produzione e allestimento di aree espositive, attività in-store (refilling, monitoraggio e visibilità del brand, …),  promozione deI prodotto nel punto vendita e alla logistica.

 

Pardgroup_category management

Category management: quali criticità?

Oggi vorremmo condividere con voi una riflessione di Veronica Todaro, Project Manager nella divisione Field Marketing di Pardgroup.

Quante volte, nella nostra esperienza professionale, ci siamo imbattuti nella realizzazione di progetti di category management? E quali si sono rivelate reali operazioni di successo?

Come sappiamo, la gestione della categoria secondo le più sofisticate logiche di Retail marketing è un obiettivo comune a industria e trade, funzionale a garantire un tipo di offerta in linea con le aspettative del mercato e conseguentemente ad ottimizzare i risultati di vendita. Esso semplifica i processi decisionali dell’acquirente, determinando chiarezza espositiva e potenziando le alternative presenti in punto vendita, al vaglio del consumatore finale. A livello teorico, un processo strutturato e lineare, le cui prospettive appaiono buone. Ma quali sono le principali criticità con le quali fare i conti sul punto vendita?

La più immediata è lo spazio. Esso rappresenta la variabile centripeta che condiziona ogni scelta operativa in punto vendita: una sorta di ossessione trasversale a tutti gli operatori del mondo trade, ad eccezione di quello online.

Lo spazio si trova, si monta e si smonta, si compra e si valorizza. La flessibilità di tale elemento è senza dubbio imprevedibile, a differenza di quanto troppo spesso pensano le aziende. Non sempre dietro al pagamento di un contributo per un’area concordata si ritrova l’effettiva applicazione di quanto condiviso nelle centrali. Questo disallineamento può essere determinato da più fattori, come per esempio: la superficie espositiva è inferiore a quella prevista, il responsabile di reparto preferisce esporre merce diversa da quella definita, non è gradita la presenza di espositori che rischiano di intralciare il passaggio. I Direttori dei negozi hanno sempre più autonomia decisionale e talvolta possono anche ostacolare il progetto. Ricapitoliamo alcuni degli gli errori di gestione più frequenti: non viene eseguita un’iniziale mappatura degli spazi dedicati all’interno dei punti vendita; gli account non conoscono sempre bene le dinamiche legate alle attività in corso e le dimensioni stesse di quanto pianificato per cluster e layout di ogni negozio; talvolta il punto vendita viene a conoscenza del lancio di un volantino con poco preavviso e non riesce ad essere reattivo nei tempi richiesti per una corretta e completa implementazione di tutti gli aspetti legati alla promozione in essere. O, al contrario, le aziende stesse definiscono uno spazio secondo proprie logiche di category, non attenendosi alle reali esigenze del punto vendita. Un esempio? Può accadere che ad una categoria non prettamente performante venga dedicato uno spazio a scaffale sovrastimato rispetto alle rotazioni effettive. Oppure non vengono dati input circa aggiornamenti di assortimento e conseguentemente non vengono gestiti e trasferiti in tempi rapidi i nuovi planogrammi. Se il punto vendita vede arrivare nuova merce, il rischio, per rispondere all’impulso di volere e dovere caricare a banco subito i nuovi prodotti, è quello di inficiare l’assetto del planogramma.

In generale, manca una buona base di relazioni di collaborazione tra i partner coinvolti e, in particolare, tra imprese commerciali e industriali.

Come ci siamo detti dunque, una comunicazione non sempre prestante è all’origine di sgradite conseguenze pratiche: un’inadeguata scelta assortimentale dei prodotti rispetto al target di riferimento e alla marginalità potenziale, una parziale implementazione dei planogrammi approvati dalla sede centrale, un’incompleta informazione dei punti vendita riguardo alle promozioni in essere. Spesso si verifica che i punti vendita non allineano i prezzi dei prodotti a quelli delle operazioni promozionali oppure non accettino il posizionamento di materiale pop – frutto di cospicui investimenti di trade marketing – o, ancora, non valorizzino a dovere i nuovi lanci e l’accessoristica abbinata ai prodotti.

Spesso a banco troviamo referenze che non hanno generato valore per il consumatore e che dunque tolgono spazio e risorse all’innovazione di prodotto. Ma perché non perfezionare a dovere l’esposizione? È importante dare la giusta importanza e visibilità ai nuovi lanci, con una chiara valorizzazione dei plus di prodotto, per catturare l’attenzione del consumatore su dettagli distintivi e tecnologie, importanti per contrastare il mero interesse all’etichetta prezzo promozionale.

Se industria e distributore seguono tattiche di breve periodo che non creano valore, cedendo all’incalzare della pressione promozionale, la quale non genera miglioramento delle performance di mercato, non si può considerare il category management come una leva strategica di medio/lungo periodo. La domanda vien da sé: come mettere in risalto quindi questa risorsa?

La gestione della categoria richiede numerosi dati, capacità operativa, di analisi e di sintesi, che rientrano per gran parte in una virtuosa sinergia tra vendor, trade, società di consulenza con competenze analitiche e in grado di fornire e trattare dati utili al processo. Pardgroup si distingue nei punti vendita per la capacità di relazionarsi sia con il Brand quanto con tutti gli attori del processo. Competenza e flessibilità cresciute sul campo con la volontà di rispondere sempre meglio alle esigenze di tutti le figure coinvolte ne costituiscono oggi un plus unitamente riconosciuto sul mercato.

Pardgroup propone servizi integrati, al di là del solo merchandising. L’azienda è sempre più strutturata per supportare industria e distribuzione nella clusterizzazione dei punti vendita, nelle procedure di pianificazione e monitoraggio interventi, nella reportistica di progetto e nell’attività di replenishment automatico dello stock. E non solo!

 

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Pardgroup_Field Marketing_brainstorming

In Pardgroup, è tempo di Brainstorming!

Nuova esperienza per il Team della divisione Field Marketing di Pardgroup. Nel mondo Retail non si è mai parlato così tanto di punti vendita e del modo in cui progettarli, paradossalmente proprio dopo che l’avvento dell’e-commerce ne ha minato il ruolo. Oggi si è completamente trasformato, in qualcosa di nuovo e diverso. Il punto vendita guadagna così la centralità come strumento di comunicazione, andando a impattare sulla parte estetica degli store, su cosa dovrebbero offrire a livello di customer experience e sul comportamento dei consumatori al loro interno.

In un mercato in continua evoluzione, la divisione Field Marketing di Pardgroup ha ritenuto opportuno ‘fermarsi’ dalle varie attività e prendersi qualche ora di tempo per dare spazio alla propria immaginazione per ipotizzare come sarà il punto vendita tra qualche anno e quali esigenze da soddisfare avranno i consumatori.

Il punto di partenza e la vera ricchezza è dato dall’eterogeneità del Team stesso: esperienze di ognuno acquisite e sviluppate in aziende e settori diversi che in Pardgroup si completano e diventano un punto di forza.

Non possiamo anticiparvi e svelarvi tutti i punti emersi logicamente. Sicuramente potete immaginare quanto la tecnologia, come supporto alla trasformazione dei negozi, abbia assunto un ruolo centrale.

La trasformazione Retail, difatti, deve concentrarsi sempre più sui consumatori, ampliando la loro esperienza in-store, stimolandone anche nuove esigenze di acquisto che permettano ai Brand di differenziarsi sul mercato.

Leggi anche La divisione Field Marketing Services di Pardgroup, non solo merchandising’

 

Fitbit e Pardgroup partner al Progetto pilota dedicato al Fitness al Liceo Respighi (PC)

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i tassi di obesità infantile sono in aumento; solo un bambino su tre, infatti, fa quotidianamente sport. Sulla base di un recente studio condotto da Fitbit, leader globale nel settore dei dispositivi indossabili, la maggior parte dei genitori concorda e ritiene che i propri figli siano meno attivi rispetto a quanto lo fossero loro alla stessa età. Sono preoccupati per il loro peso, per il cibo che mangiano e i bassi livelli di attività fisica, nonché per l’aumento crescente dell’obesità infantile. I genitori sono quindi alla ricerca di soluzioni per incoraggiare i propri figli ad adottare uno stile di vita più sano e attivo, tanto che il 75% ha dichiarato di essere interessato all’utilizzo di tracker di attività per aiutarli a rimanere in salute. Una filosofia orientata al benessere che in molti Paesi viene già supportata promuovendo lo sport direttamente nelle scuole.

Grazie a un bando della Comunità Europea e al relativo finanziamento, il Liceo scientifico-sportivo Respighi, a Piacenza, ora può contare su un’area fitness e benessere ricavata da un’aula dell’edificio scolastico. La nuova palestra ha tutto l’occorrente per regalare momenti di relax e di attività fisica costantemente monitorata, grazie a strumentazioni all’avanguardia.

Partner di questa iniziativa Fitbit, che ha fornito i dispositivi Fitbit Charge 2 a copertura di tutti gli alunni dell’indirizzo sportivo, oltre agli insegnati. Si tratta di un progetto pilota che la Preside del Liceo avrebbe piacere di estendere anche ad altre classi. Il Liceo Respighi è il primo istituto in Italia ad aver avviato questo progetto pilota.

Pardgroup ha partecipato attivamente al progetto tramite i propri Brand Ambassador Fitbit con la formazione a studenti e insegnati per conoscere e ottenere le migliori performance del tracker.

Fitbit ha anche appena lanciato il nuovo modello Ace, il primo braccialetto per i bambini espressamente pensato per aiutarli ad adottare abitudini salutari oltre che a rende divertente il fitness per tutta la famiglia. Fitbit Ace aiuta a rimanere attivi, grazie al monitoraggio dell’attività fisica quotidiana e del sonno e a sfide motivanti tra amici. Inoltre, grazie al controllo genitori, è possibile salvaguardare la privacy dei bambini.

La divisione Field Marketing Services di Pardgroup, non solo merchandising!

La divisione Field Marketing Services di Pardgroup è composta da una vasta rete di professionisti distribuiti su tutto il territorio nazionale: oltre 120 persone coordinate da 10 Project Manager.

A seconda delle proprie esigenze, il Cliente può richiedere diversi servizi: dalla mappatura degli spazi alla clusterizzazione dei punti vendita, dall’ottimizzazione dell’assortimento all’attività di rackjobbing, dal visual merchandising al controllo prezzi in-store, dall’ideazione dei planogrammi e criteri espositivi al replenishment automatico, dagli allestimenti e manutenzione alla formazione addetti vendita one-to-one o di gruppo.

Pardgroup si occupa anche di Data Management e Dashboard Analysis. Grazie al know-how e alla costante collaborazione tra i Project Manager e gli sviluppatori della divisione Business intelligence, negli ultimi anni la divisione Field Marketing Services ha realizzato piattaforme innovative di Data Visualization per ogni tipologia di clientela e canale di riferimento. Grazie al team di Data Analyst, Pardgroup è in grado di fornire l’aggregazione dei dati e la relativa reportistica ai clienti con dashboard personalizzate. Per alcuni Brand, Pardgroup rappresenta così una vera e propria Data Company, ovvero la banca dati di tutti i distributori e venditori per quanto riguarda le informazioni di sell-in, sell-out e KPI performance.

I NUMERI.

Sono ben 160 i progetti attivi al mese che si svolgono durante tutto l’anno; oltre 1.000 i punti vendita monitorati sul territorio nazionale ogni mese; più di 2.300 le visite mensili, per un totale di oltre 18.000 ore lavoro.

Le figure professionali della divisione Pardgroup di Field Marketing Services coinvolte sono:

  • Agency Account Manager: unico referente per tutti i progetti legati al cliente per lo sviluppo del brand in termini di visibilità e presenza nei diversi mercati.
  • Project Manager: risorsa dedicata alla gestione di differenti progetti e/o personale field, per un approccio strategico sul mercato.
  • Data Analyst: risorsa impiegata all’aggregazione dati ed impostazione di dashboard personalizzate.
  • Brand Ambassador: risorsa dedicata mono-brand per progetti speciali instore in qualità di evangelista del marchio a lui affidatogli.
  • Visual Merchandiser: risorsa esperta per la cura della Brand Image in-store, attraverso la gestione dello spazio di comunicazione dei prodotti relativi.
  • Merchandiser: risorsa dedicato o multi-brand per le attività di mappatura, rackjobbing e posizionamento POP in-store.
  • Trainer: responsabile diretto dello sviluppo del brand e della conoscenza approfondita dei prodotti.

La sinergia con la Divisione Logistica di Pardgroup rappresenta una componente fondamentale per tutta la gestione e la movimentazione dei materiali pop utili alle campagne in-store.

La divisione Field Marketing Services di Pardgroup vanta tra le proprie references sia i Vendor che i principali player della GDS. Tra i Top clienti riportiamo: Microsoft, Fitbit, Bose, Sandisk, Meliconi, Nokia, Motorola, Nespresso, Mediaworld e Unieuro.

Dal 2017, Field Marketing Services ha esteso i sui orizzonti verso nuovi mercati oltre al canale Consumer Electronics, tra i quali Toys, Sportwear e Smarthome.

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Leggi anche Il Team IT in Pardgroup: software e piattaforme sia per l’azienda che per i clienti

 

 

Il negozio del futuro passa dalla realtà aumentata

Nell’ottica di sviluppare un approccio sempre più dinamico nelle fasi di acquisto in store e rendere la customer experience unica ed emozionante, perfettamente in linea con strategie di omnichannel Retail, i Brand più innovatori si stanno organizzando per offrire ai propri clienti vetrine interattive supportate da nuove tecnologie, quali la realtà aumentata (AR).

Questa tecnologia di fatto arricchisce la shopping experience utilizzando funzionalità on line a supporto dell’acquisto off line. Grazie alla realtà aumentata oggi è così possibile potenziare contesti reali con contenuti virtuali attraverso la sovrapposizione di immagini e video al campo visivo del consumatore. Settori come Fashion, Lusso e Retail si prestano bene all’applicazione di questa tecnologia per rendere interattivo il punto vendita tradizionale e unica la customer experience.

Per esempio, in store uno degli sviluppi più interessanti è rappresentato dai camerini virtuali che consentono al consumatore di guardare il capo di abbigliamento scelto con una visione a 360°, immaginarlo altre nuance, ecc. Non solo. Questa esperienza immersiva consente di indossare virtualmente capi d’abbigliamento, provare gioielli, sperimentare anche diversi make-up e vivere così un’esperienza d’acquisto interattiva ed emozionante. E ancora: assistere in prima fila ad una sfilata di moda? Con questa tecnologia ora è possibile vedersi proiettati all’interno di una sfilata e scattarsi anche un selfie. Le possibilità non finiscono quindi nel punto vendita, ma si proiettano anche all’esterno. La realtà aumentata può essere molto utile anche per attirare l’attenzione dei passanti fuori dal punto vendita, trasformandoli in potenziali clienti invogliandoli e invitandoli a entrare in negozio.

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Ph: Wrangler

 

Visual: continua la sinergia tra Pardgroup e Adidas

Continua la sinergia tra Pardgroup e Adidas, per le linee Performance Athletics di Alphaskin e 36 Hours.
Il 2018 la Field Force Pardgroup, in veste di Visual Merchandiser, hanno svolto attività di esposizione qualitativa dei prodotti coinvolti, allestendo aree di lancio e pareti Adidas seguendo le scrupolose le linee guida del Cliente.
Alle prese non solo con manichini, busti e alarm cover, ma anche con felpe, t-shirt e pantaloni, collezioni uomo e donna, la Field Force Pardgroup ha saputo affrontare un’ulteriore sfida in ambito visual e per una categoria di prodotto, come lo Sportwear, ultima specializzazione del Team Pardgroup.

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Come creare una strategia omnichannel di successo nel Retail?

Tra i temi di discussione emersi in Giuria del Premio tecnico della Pubblicità Mediastars,  a fine novembre, grande interesse è stato riscontrato da tutti gli aspetti Digital che ruotano oggi intorno Retail. Sempre più ai retailer è richiesto di sviluppare un approccio dinamico al consumatore, un monitoraggio in tempo reale delle evoluzioni dei comportamenti di acquisto e delle risposte alle iniziative promosse in store.

Alla consolidata attività MultiChannel che prevedeva la sponsorizzazione e la vendita su più canali (Local store, E-commerce, Tv, Radio, Social Media, Eventi, Direct Email, Newsletter, ecc.), l’ultima sfida che deve affrontare il Retail è sviluppare la cosiddetta Omnichannel Retail Strategy che vede invece l’interconnessione tra i molteplici canali a disposizione, dove uno è complementare all’altro. In concreto, ciò implica l’integrazione dei punti vendita tradizionali off line con i canali online per una strategia di marketing competitiva che accompagni il cliente in ogni passo fino all’acquisto finale di un servizio o prodotto, offrendo una customer experience unica.

Come creare quindi una strategia omnichannel Retail di successo?

Partiamo dalle basi. Non tutte le aziende in Italia sono pronte ad affrontare questa integrazione. È necessaria un’apertura mentale volta all’innovazione da parte degli imprenditori e sono indispensabili skills specifiche nell’organizzazione sia dal punto di vista digitale che di coordinamento dei team dedicati ai singoli canali.

Per immaginare una customer experience unica è fondamentale integrare l’e-commerce e i servizi offerti online nei punti vendita e viceversa attraverso la creazione di punti di contatto tra Brand e Cliente, ovvero i cosiddetti touchpoint fisici, digitali, gestiti e spontanei. Ne sono esempio: Pick-up in store, anticipazione online degli stock disponibili poi in negozio, sistemi a supporto del demand, inventory e distribution planning, ERP e sistemi per la tracciabilità dei prodotti, customer care e App dedicate, RFId/QR e realtà aumentata per accedere a contenuti digitali in store.

A supporto sarà poi necessario sviluppare una presenza online adeguata. La user experience e i servizi che i consumatori si aspettano – abituati più grandi marketplace eBay, Amazon o Alibaba – sono sempre più elevati.

Per questo motivo da un lato gli investimenti in siti web con elevata usability e tecnologie cloud che garantiscano una customer experience unica e su qualsiasi device assumono un ruolo strategico. Dall’altro, è indispensabile essere connessi h24 con gli utenti sui social network. È necessario sviluppare contenuti di qualità in grado di emozionare, informare e in alcuni casi anche istruire i propri follower per ottenere e mantenere un engagement di valore, stimolando l’interazione e la conversazione secondo identità e obiettivi di business definiti.

Vuoi conoscere i trend del momento nel settore? Leggi anche la news sui dati emersi dalla ricerca dell’ Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano ‘Il negozio del futuro: innovazione digitale e Retail, un binomio possibile?’

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Fitbit e Pardgroup: connubio vincente nel mercato fitness band e smartwatch

Fitbit è la società americana conosciuta over wilde per aver lanciato tracciatori di attività indossabili e wireless.

Nel 2007, i fondatori, James Park ed Eric Friedman, si resero conto che sensori e tecnologia wireless avevano raggiunto un livello tale da poter offrire esperienze straordinarie nell’ambito del fitness e della salute. Da questa intuizione nasce un prodotto da indossare – il primo di questi è stato Fitbit Tracker – che ha rivoluzionato il modo di concepire l’attività fisica.

Questi dispositivi sono nati, infatti, con l’obiettivo di aiutare l’utente a trovare uno stile di vita più sano registrando i principali parametri personali.

Tramite l’App Fitbit –  appositamente progettata per completare l’esperienza con il device fisico (il tracker) – l’utente è in grado di tenere costantemente monitorati i propri parametri (attività fisica a risposo, l’allenamento, il sonno, l’alimentazione e il peso ogni giorno), accedendo in qualunque momento alle proprie statistiche presenti e passate. Creando semplicemente un account personale su Fitbit.com e la relativa APP è così possibile avere sempre disponibili le proprie performance/statistiche che rimangono memorizzata per sempre.

Non solo. Oltre ai tracker Fitbit e alla relativa APP, Fitbit offre anche la possibilità di partecipare attivamente a una Community e condividere immagini e statistiche con amici e follower su qualsiasi social network o tramite e-mail e SMS. Fitbit è accessibile da oltre 200 tipologie di telefoni, tra cui Android, iOS e Windows, più di qualsiasi altro tracker, permettendo di collegarsi, condividere dati e sfidare amici.

I primi feedback dal mercato sono entusiasmanti. Nel 2015, la Country EU Fitbit, con sede a Dublino, si rese conto di quanto fosse importante cavalcare il successo e ampliare la visibilità delle fitness band espandendosi nel Sud Europa: Spagna, Portogallo e Italia.

L’esigenza era far conoscere a tappeto i tracker Fitbit e le sue potenzialità. Come partner per la sua espansione in Italia, Fitbit ha scelto Pardgroup.

Il Giovanni Bergamaschi, Regional Director di Fitbit, aveva la necessità di creare un Team affiatato che agisse sul territorio capillarmente e coordinasse tutte le azioni sui punti vendita in Italia.

La field force dedicata Pardgroup, capitanata dalla Trade Manager Alexa Bisi, figura condivisa tra Fitbit e Pardgroup, è un team, giovane e affiatato, che ha veicolato, curato e promosso i prodotti Fitbit su punti vendita presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale. Oltre a tutta la parte di visual merchandising, i Brand Ambassador di Pardgroup (tutto personale interno e dedicato) verificano la presenza del prodotto Fitbit in-store e si occupano della formazione degli addetti vendita. Un ottimo esempio di collaborazione vincente non solo tra l’azienda (Fitbit Pardgroup) e il negozio, ma anche tra la field force Pardgroup e Fitbit.

L’obiettivo iniziale (2015-2016) di penetrare il mercato Sud Europa facendo conoscere il brand nel Retail ha subito un’evoluzione strategica nell’ultimo anno portando Fitbit, ormai leader di mercato nel settore delle fitness band, a entrare nel settore degli smartwatch con Fitbit Ionic.

La tattica per il 2018, per aumentare il market share degli smartwatch, si conferma la stessa: farsi conoscere capillarmente su ogni punto vendita supportati dalla field force Pardgroup in grado di verificare la presenza del prodotto in store e il suo posizionamento, la cura dei display e di tutto il materiale pop, e svolgere anche l’attività di rilevazione ovvero di mappatura dei dispositivi presenti in-store e delle iniziative promozionali.

Altro importante obiettivo per il 2018 consolidare la presenza nelle fitness band, rafforzando l’azione di formazione, che ha distinto e ha fatto sì che i tracker Fitbit fossero riconosciuti e diventassero un punto di riferimento sul mercato. Formazioni centralizzate o collettive o staff meeting, eventi di lancio per supportare giornalisti e retailer nell’attivazione dei prodotti: tutte attività svolte dalla field force Pardgroup, a volte supportata anche dal team promoter nelle campagne (come è stato per la Festa della mamma o Natale).

Non solo. Fitbit punta a incrementare la propria community, già oggi la più estesa con oltre 11milioni di utenti e a incentivare l’upgrade dai semplici tracker ai nuovi smartwatch.

La mission di fondo è sempre la stessa: Fitbit e i suoi Brand Ambassador vogliono essere friendly e sempre più ‘vicini’ alle persone in ogni momento della loro giornata, con suggerimenti personalizzati per motivare e aiutare a condurre una vita più sana. E tutto il Team Pardgroup si è dimostrato flessibile e sempre reattivo a rispondere alle esigenze Fitbit.

Guarda il video dedicato all’attività Fitbit-Pardgroup 2017

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